intervista Giovanni PAU

 

Giovanni Pau

Giovanni Pau è un atleta sardo di 38 anni. Campione mondiale nei 100 metri e diabetico. Un esempio non solo per le persone diabetiche che vorrebbero fare sport, ma per tutti. La malattia non ha inciso sulla sua passione e ha ottenuto risultati importantissimi.

Ciao Giovanni, presentati ai nostri amici di ClickFarma!
Ciao, mi chiamo Giovanni Pau. Sono nato a Carbonia il 26-08-1975, lavoro come guardia giurata e sono padre di tre figli, precisamente tre gemelli di 4 anni. Nonostante questo, ho sempre tempo per la mia passione: lo sport, in particolare l’atletica leggera.

Tu hai 38 anni, corri da quando ne avevi 14. Quando hai scoperto di essere diabetico?
Ho scoperto di essere diabetico nel dicembre del 1995.

Per questo, hai interrotto la tua attività? E quando hai deciso di riprendere e perchè?
No, non ho interrotto perche mi e’ venuto il diabete anzi, e’ stato un grosso stimolo, visto che i medici mi dissero che non avrei potuto fare atletica ad alti livelli e sono riuscito a smentirli. Due anni dopo la diagnosi, ho vestito la maglia azzurra ai campionati under 23 in Finlandia, classificandomi quarto. Ho smesso di correre a 26/27 anni e ho ripreso due anni fa, dopo uno stop di 9 anni. Il perchè è semplice, mi mancava e sentivo il bisogno di fare la cosa che più mi piace e mi fa stare bene.

A quali competizioni parteciperai nel 2014? E con quali obiettivi?
Nel 2014 ho i seguenti obiettivi: ai primi di marzo, i campionati italiani indoor ad Ancona e a fine marzo i mondiali indoor a Budapest. Ai primi di luglio, andrò ai campionati italiani outdoor a Modena e, a fine agosto, ai campionati europei outdoor in Turchia. Tra queste importanti occasioni, ci sarà qualche gara di contorno, che interessa me o la mia società. Naturalmente, punto alla medaglia!

Il diabete incide sui tuoi allenamenti? Se si, in che modo?
Il diabete incide sia sugli allenamenti sia nelle gare e nelle prestazioni. Perché un diabetico possa dare il massimo è necessario che sia compensato in maniera ottimale, altrimenti va incontro ad infortuni e a prestazioni non ottimali. A tal proposito, è fondamentale che l’autocontrollo diventi una regola fissa degli allenamenti: solo conoscendo i valori glicemici si può intervenire per correggerli e portarli a dei valori accettabili ottenendo il massimo in ogni allenamento o gara.

Le attività di controllo cambiano a seconda che tu ti stia allenando o meno?
Le attività di controllo solitamente si intensificano con l’avvicinarsi della gara perché livelli di glicemia alti, anche una settimana prima della gara, possono influenzare la prestazione.

Segui una dieta particolare in preparazione alla gare o in fase di allenamento?
Non seguo diete particolari; cerco di rispettare la piramide alimentare facendo una dieta mediterranea che, a mio giudizio, è la migliore. Nella mia alimentazione non mancano mai carboidrati, frutta e verdura.

Che strumenti utilizzi per tenere sotto controllo la glicemia?
I sensori che, tramite il microinfusore Medtronic, mi danno costantemente i valori glicemici. I sensori si usano solo per determinati periodi, ma sono necessari ed utilissimi.

Che consiglio ti senti di dare a coloro che hanno il diabete e vogliono fare sport?
Il consiglio è quello di fare sport (qualunque esso sia) e di non auto commiserarsi in quanto diabetici perché un diabetico con un buon compenso glicemico è più forte di un non diabetico. Abbiamo una consapevolezza più spiccata di cosa accade dentro di noi. Inoltre, suggerisco di far diventare l’autocontrollo fondamentale e di vivere sereni con se stessi.