Insieme a tavola per contare i carboidrati

 

 

Insieme a tavola per contare i carboidrati

 

Sappiamo tre cose importanti:

 

  1. Che Il diabete mellito insulino-trattato è una condizione  che richiede continui e molteplici interventi sui livelli glicemici, finalizzati alla prevenzione delle complicanze acute e croniche.

 

  1. Che sia la quantità che la qualità dei carboidrati dei cibi può influenzare la risposta glicemica.

 

  1. Che la terapia nutrizionale è una parte fondamentale della gestione del diabete e dell’educazione all’autogestione.

 

Ecco perché è necessario gestire la quantità totale dei carboidrati assunti, attraverso l’uso delle diete a scambio (a quantità fisse di carboidrati) o contando i carboidrati e adeguando sempre la terapia insulinica, passo necessario per l’ottenimento del controllo glicemico nel paziente insulino-trattato con uno schema multi dose giornaliera o con il microinfusore. I carboidrati costantemente in primo piano quindi, ma sempre inseriti in un quadro di corretta alimentazione. Mai dimenticare che, oltre al suo ruolo nel controllo della glicemia, la  corretta alimentazione favorisce il raggiungimento e il mantenimento di un appropriato controllo metabolico, glucidico, lipidico e pressorio e quindi capace di prevenire o ritardare lo sviluppo delle complicanze croniche del diabete.

 

È lo studio DCCT (Diabetes Control and Complications Trial Research Group) che ha profondamente modificato l’approccio terapeutico dei pazienti con diabete insulino dipendente. Questo studio dimostrava, infatti, che il trattamento della malattia permetteva di raggiungere e mantenere per anni un buon controllo metabolico e questo permetteva una significativa riduzione delle complicanze micro vascolari, sia in prevenzione primaria (insorgenza di complicanze) che secondaria (evoluzione delle complicanze presenti).

I CHO sono il macronutriente maggiormente responsabile dell’andamento glicemico. L’aumento post-prandiale della glicemia, dopo un pasto misto, è determinato dalla quantità di carboidrati del pasto ed il fabbisogno insulinico pre-prandiale è proporzionale al contenuto di carboidrati del pasto stesso. E’ noto che il 90-100% dei carboidrati alimentari penetra nel circolo ematico sotto forma  di glucosio poche ore dopo un pasto, intorno approssimativamente ai primi 20-90 minuti dopo l’assunzione. Circa il 40-60% delle proteine assunte nel pasto, si trasforma in glucosio, ma dopo 4 ore dal pasto. Anche il 10% dei lipidi può trasformarsi in glucosio, ma solo dopo molte ore dal pasto. Pertanto, se assunti in modo costante e corretto, proteine e grassi contribuiscono in scarsa misura al fabbisogno insulinico prandiale. Per quanto riguarda l’effetto glicemico dei CHO, il loro quantitativo è più importante della fonte o del tipo e numerosi studi hanno evidenziato che anche il saccarosio non aumenta la glicemia più degli amidi; non dev’essere quindi vietato, ma conteggiato nell’apporto calorico totale sostituendo altri carboidrati o, se necessario, neutralizzato da un adeguamento della terapia farmacologica.

Analizzando tutti gli aspetti nutrizionali, appare evidente la motivazione che spinge a considerare il contenuto di carboidrati nel pasto elemento chiave nel determinare il fabbisogno insulinico prandiale.

 

Diabetezero, con il sostegno di Medtronic ha dato la possibilità a un gruppo di pazienti di “ripassare questi argomenti” con tre incontri strutturati sui Carboidrati e la corretta alimentazione.

I pazienti, coordinati dal Dietista,  hanno consolidato le conoscenze con “lezioni teoriche” e soprattutto “prove pratiche”  con alimenti veri, modelli di alimenti ed etichette.  

Il primo giorno ha definito  il ruolo dei tre principi nutritivi per far  emergere che i carboidrati costituiscono il determinante principale della glicemia post-prandiale e quindi del fabbisogno insulinico pre- prandiale.

Dalla conoscenza sulla quantità e qualità dei carboidrati presenti negli alimenti siamo passati a identificare quali  cibi contenenti carboidrati è preferibile assumere e abbiamo rilevato l’importanza della registrazione  nel diario alimentare dell’assunzione del cibo, con particolare attenzione per quelli contenenti carboidrati.

Nella seconda giornata, ci siamo allenati a individuare la porzione di cibo e la quantità di carboidrati in essa contenuta, prima con una stima a vista e poi con la bilancia.

Infine  per mettere in pratica le cose imparate abbiamo cercato di modificare i 3 pasti di una giornata  variando la qualità degli alimenti e mantenendo uguale la quantità di carboidrati e per questo siamo andati  al supermercato a fare la spesa.

Abbiamo utilizzato strumenti utili a raggiungere l’obiettivo di contare  in maniera corretta i carboidrati: le Tabelle di composizione degli alimenti, modelli  di alimenti, alimenti  veri, foto  di alimenti, etichette  nutrizionali, bilancia pesa alimenti, calcolatrice e il Diario  alimentare.

 

Il percorso continuerà per ogni partecipante, nella propria diabetologia, dove  con il suo diabetologo e dietista dovrà:

  • Individuare il rapporto carboidrati /Insulina
  • Provare il rapporto carboidrati /insulina
  • Individuare il fattore di sensibilità insulinica
  • Applicare il rapporto insulina carboidrati in situazioni estemporanee (attività fisica, ristorante, ecc.)

 

 

 

Dietista Lucina Corgiolu

Servizio di Diabetologia del San Giovanni di Dio – Cagliari